martedì 31 maggio 2011

Percorso di orientamento in classe - Incontro n. 1

Conoscenza del gruppo classe: ogni alunno si presenta con la mano destra aperta (pollice:nome, indice: hobby, medio: materia preferita, anulare:materia meno preferita, mignolo: cosa voglio fare da grande) , poi gli consegno una scheda con disegnato un cellulare, e ognuno di loro descrive se stesso in 160 caratteri.
Nella seconda parte dell’attività saranno incoraggiati a scrivere “una carezza” al proprio compagno di banco, ovvero scrivere una caratteristica positiva, un’abilità, un Talento che riconoscono nel compagno, in modo che ognuno di loro abbia dei feed-back positivi dalla classe.

venerdì 27 maggio 2011

il Talento al tempo di Gesù

Quando si nomina la parola Talento, la prima cosa che mi viene in mente è la parola del Vangelo, che in qualche modo può darci uno spunto a riflettere...Parabola del Talento
un Talento rappresentava una grossa somma: più di 42 Kg d'oro. Quindi 2 o 5  Talenti oggi sarebbero sicuramente un grosso investimento; e vengono elargiti secondo le proprie capacità ... 
la riflessione che nasce è,  che già al tempo di Gesù si parlava di Talento forse molto più di quanto si faccia oggi,  e per talento non si intendono capacità geniali, ma ognuno ha a disposizione un talento, prima di tutto quello che è! e ognuno può far riferimento al proprio talento quando vuol compiere in modo originale progetti quotidiani... ognuno di noi è capace di inventare qualcosa di originale, ognuno è capace di far qualcosa di creativo, di scegliere, di insegnare, di imparare, di parlare o di stare in silenzio in modo unico.. ognuno dispone in maniera differente, 2 o 5,  di un meraviglioso tesoro di Talentuosità !

martedì 17 maggio 2011

UNESCO, Bratislava, 1970


Orientare “significa porre l'individuo in grado di prendere coscienza di sé e di progredire per l’adeguamento dei suoi studi e della sua professione alle mutevoli esigenze della vita con l’obiettivo di  contribuire al progresso della società e di raggiungere il pieno  sviluppo della persona.”


martedì 10 maggio 2011

"Non dobbiamo insegnare la strada, ma insegnare a vederla, ad accorgersi che c'è"

Fare orientamento significa fornire aiuto alle persone nel costruire percorsi soddisfacenti negli ambiti formativo e professionale.
Il colloquio è lo strumento più utilizzato nei percorsi di orientamento.
Il colloquio di orientamento può riguardare:
  • scelte scolastiche o formative al termine del ciclo di studi ma anche ri-orientamento o cambio del ciclo di studi;
  • tecniche di ricerca del lavoro: al termine di percorsi formativi, dopo licenziamento o un’assenza dal mondo del lavoro;
  • messa a punto di strategie di inserimento nelle professioni;
  • ipotesi di carriera o crescita professionale.
Fonte: provincia di Milano

martedì 3 maggio 2011

il talento raccontato da Bruna Nava, un'esperta nel settore orientamento

Il talento è molto più di una capacità, è un insieme di capacità rese attive da un valore, cioè da quel che per noi rappresenta qualcosa di molto importante.
A tutti voi sarà capitato di accorgervi di fare cose senza alcuno sforzo, come se venissero naturali e, nel farle, perdere la cognizione del tempo e dello spazio. In almeno una cosa ciascuno di noi è speciale, forse più di una.
Il vostro talento è il vostro punto di forza centrale, è uno dei vostri baricentri, che col tempo e l'allenamento si sviluppa, cresce. Non ha importanza cosa abbiate fatto, probabilmente in tutto quello che avete fatto, nelle diverse esperienze di lavoro, nello studio, negli hobby o in famiglia e con gli amici, il vostro talento ha trovato espressione. Forse non l'avete mai chiamato talento, perché siamo abituati a pensare al talento come a qualcosa di molto peculiare, qualcosa che è appartenuto è in dote a geni in ambito artistico o scientifico. Non è così.
Tutti noi abbiamo dei talenti e costantemente li usiamo: risiedono in quelle cose che probabilmente facciamo con minore sforzo e più passione, o risiedono, i talenti, in un nostro particolare modo di fare le cose, in una sorta di attenzione, di modo di guardare il mondo solo nostro.
Provate a cercarli, a riconoscerli: sono gli elementi che vi sosterranno e vi consentiranno di affrontare il lavoro partendo da una solida base: potrà cambiare l'intero contesto e anche il tipo di lavoro, ma potete sempre ripartire dal vostro talento o dai vostri talenti per dare la vostra forma e lasciare un'impronta in qualunque cosa facciate.
Teneteli presente e fatevi assistere dalla loro presenza. La persona consapevole dei propri talenti impara ad integrarli creativamente con l'ambiente circostante, lasciando così la propria silenziosa impronta in tutto ciò che fa.
Fonte: il Talento raccontato da Bruna Nava